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Redazione

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Forward engineering

E’ un approccio globale per lo sviluppo, la progettazione e l’industrializzazione, nel minimo tempo e al minimo costo, di prodotti ad alta qualità. Gli obiettivi finalizzati alla produzione e allo sviluppo di nuovi prodotti sono sostanzialmente tre:

  • qualità (QFD è lo strumento idoneo)
  • tempo (il time to market viene compresso attraverso vari approcci, tra i quali primeggia il “simultaneous engineering”
  • costo (i costi vengono ridotti con le tecniche di design, di codesign, di carry over, etc.)

Foresight

Capacità di previsione di tipo intuitivo sul piano della percezione del futuro. Mentre una previsione si basa su dati storici e attuali, il foresight incorpora elementi di discontinuità (prospettica) e di contingenza (legata al caos) allo scopo di illuminare una iniziativa progettuale nell’ambito di un cambiamento di difficile interpretazione; è una capacità proattiva rivolta ad anticipare gli eventi futuri complessi.

Forecasting (technological)

Attività di previsione di breve, medio e lungo periodo, indispensabile per la messa a punto di piani aziendali e programmi di produzione. Le attività di previsione di lungo periodo riguardano sia gli scenari generali dell’ambiente, sia le prospettive di un dato settore, sia la variabilità delle quote di mercato all’interno di quel dato settore. Le variabili strutturali e funzionali riscontrate permettono la costruzione di modelli econometrici che collegano fra loro determinanti aziendali, settoriali e ambientali.

FOB (free on board)

La clausola di trasporto marittimo viene completata con l’indicazione del porto di imbarco convenuto.
Con questa clausola le spese e i rischi gravano sul venditore sino al momento in cui la merce viene imbarcata, mentre sono a carico del compratore spese e rischi riguardanti il trasporto e lo scarico a destino. Tali oneri passano dal venditore al compratore al momento e nel luogo di passaggio della merce oltre la murata della nave. Il contratto di trasporto e di assicurazioni vengono stipulati (a proprio carico) dal compratore, che deve comunicare in tempo utile il nome della nave, la banchina d’imbarco e la data di imbarco. Il venditore, imbarcata la merce, deve darne comunicazione al compratore senza ritardo (v. incoterms).

FMEA (o FMECA)

Dall’espressione anglosassone “Failure mode and effect (critically) analysis”, è una tecnica di prevenzione. Unitamente all’analisi funzionale e al problem solving è una delle tre tecniche fondamentali per il miglioramento a priori di un sistema. Si parte da ipotesi su tutti gli inconvenienti possibili del sistema (errori, guasti, difetti, etc.). Le congetture possono scaturire da un brainstorming o da altro strumento. Per ogni evento temuto (critico), viene determinato il livello di criticità. Tale criticità dipende da tre fattori: la probabilità dell’evento, la gravità delle sue conseguenze e la valutazione dell’evento prima che si verifichino le paventate conseguenze derivanti dal manifestarsi dell’evento analizzato. Questi tre fattori critici vengono misurati separatamente e poi nel loro insieme. Applicando l’analisi di Pareto a tutti gli eventi misurati si determina per quali eventi sia prioritaria la prevenzione. Le alternative possibili sono le seguenti: minimizzare con interventi la probabilità dell’evento, contenere la gravità delle conseguenze, introdurre in corso di svolgimento momenti di controllo e verifica. Le contromisure preventive che scaturiscono da questa indagine si possono sintetizzare in due tipi: modifica del progetto, controllo in corso dei processi aziendali. E’ una tecnica utilizzata soprattutto in fase di progettazione (progettazione del prodotto, progettazione del processo).

FLOWAC

E’ la combinazione tra il SEDAC e il Diagramma di flusso. E’ consigliato quando il miglioramento riguardi un processo o una procedura.

Flessibilità processuale e produttiva

Capacità di modificare le dinamiche degli stati-obiettivo di un processo. La modificazione può riguardare: il mix produttivo, i volumi produttivi, i tempi di consegna, il livello qualitativo. Inoltre le nuove combinazioni (stati) di processo possono configurarsi nella produzione di nuovi prodotti, nell’introduzione di nuove tecnologie, nella gestione delle emergenze e dei trade-off. La riconfigurazione e l’ampiezza degli “stati-obiettivo” dipendono dal costo e dal tempo che una variazione richiede (v. trade-off).

Flessibilità aziendale

E’ la capacità del deployment dei processi di adattarsi in maniera efficace ed in tempi rapidi all’era digitale della discontinuità. Le parole della flessibilità sono: “lean production, lean organization, lean enterprise”. Esse rappresentano le vie della qualità totale, del benchmarking, dell’ABM, del BPR, dell’empowerment, della learning organization, etc. La flessibilità viene attuata con sistemi digitali integrati. Alla flessibilità eccessiva è preferibile una semiflessibilità coordinata e creativa (problem solving). Alla base della flessibilità è il lavoro in team, con gruppi di lavoro autonomi e un po’ “visionari”. La flessibilità risiede anche nel focalizzarsi sul core business e sulle core competence.

FIFO (first in first out)

Tecnica di valutazione di magazzino, secondo la quale le scorte che sono state immagazzinate per prime sono le prime ad essere prelevate e scaricate allo stesso valore utilizzato per il carico.
Con tale tecnica, nella normale ipotesi che il costo dei beni cresca con il trascorrere del tempo, si attribuisce al magazzino un valore superiore rispetto a quello che si sarebbe determinato utilizzando la tecnica LIFO (last in first out), secondo la quale i beni che sono stati immagazzinati per ultimi sono i primi ad essere prelevati e scaricati al medesimo valore di carico. Con il LIFO i valori delle rimanenze sono più bassi del FIFO e del costo medio ponderato, pertanto conducono a rilevare un utile più basso sul piano imponibile; tale valutazione è considerata più prudenziale e saggia anche sul piano civilistico, dottrinale e fiscale (v. LIFO).

Feed-back

Termine inglese, originariamente usato in cibernetica, che corrisponde in italiano a “retroazione o azione di ritorno”. In generale indica un meccanismo di analisi, controllo e correzione di un fenomeno in movimento, in cui le informazioni sull’andamento del fenomeno in una sua fase vengono utilizzate per determinare l’andamento nella fase successiva. Il supporto informatico dà risposte in tempo reale, permette di rivedere a ritroso l’andamento del fenomeno e permette di effettuare delle correzioni in corso di svolgimento.
Il meccanismo può essere automatico (per esempio: autoregolazione di processi che si interrompono quando raggiungono una certa intensità), oppure si tratta di correggere una strategia aziendale a seguito di dati sull’andamento della gestione. Nel marketing si dice feed-back l’insieme delle informazioni di ritorno di una campagna commerciale. E’ un controllo a posteriori anche se attivato durante il corso di azione di un accadimento. Differisce dal controllo feed-forward che è un controllo antecedente attivato a scopo preventivo (proattivo).
Processo di addestramento consistente nel comunicare a chi viene addestrato informazioni sui risultati di una sua azione rivisitando quanto accaduto. Ciò lo pone in condizione di rettificare il suo comportamento immediato e futuro in vista di un miglior conseguimento dei suoi fini.
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